27-06-2013
imgnews

Il Lattosio è digerito da un enzima chiamato Lattasi (LCT). In molte parti del mondo la presenza di questo enzima diminuisce in modo significativo con la crescita e dopo i primi anni la sua scarsa presenza rende difficile digerire il lattosio. L'intolleranza al lattosio è riconducibile per circa il 90% dei casi ad una variazione del DNA nella posizione -13910 della regione regolatrice del gene della lattasi. Quando la variazione è presente in entrambe le copie del DNA (CC), essa causa una ridotta espressione dell’enzima lattasi nei microvilli dell’intestino tenue; questa ridotta espressione fa si che con l’avanzare dell’età (dai 7 fino ai 30 anni e oltre) il lattosio venga digerito sempre meno portando a manifestazioni cliniche come coliche, crampi, meteorismo e diarrea. Al contrario, nel caso in cui la variazione presenti la lettera T, in una sola copia (CT) oppure in entrambe le copie del DNA (TT), l’attività enzimatica è sufficiente a garantire la digestione del lattosio. I sintomi possono presentarsi già con circa 20 ml di latte, sebbene alcuni individui possano tollerare più lattosio mentre altri molto meno. Bambini al di sotto dei 7 anni portatori del genotipo CC non devono sospendere l’assunzione di latte in funzione di questo esame perché l’organismo in età pediatrica può digerire il lattosio nonostante la variazione del DNA. L’attività enzimatica andrà riducendosi con la crescita del bambino. I sintomi solitamente si manifestano tra i 7 e i 30 anni e sono la principale causa di disagio, ma non causano danni permanenti. La terapia consiste nell’evitare il lattosio, per quanto possibile. Dal momento che i latticini sono una fonte molto importante di calcio, quando si riducono a causa di intolleranza al lattosio, è importante equilibrare la dieta con le altre fonti di calcio.

La sensibilità e la specificità del test sono vicine al 100%.

Per eseguire il test basta sottoporsi ad un semplece prelievo di sangue.